RUGGINE- ROBERTA UBALDI
22
maggio – 15 settembre 2010
Sede: TECNO
Via Santo Stefano, 8, 40125 Bologna
Vernissage: sabato 22 gennaio, ore 18,00
Orario: lun.- ven. 9,30 - 13 / 14,30 - 19,00
Biglietti: ingresso libero
Curatori: Marco Testa e Olivia Turchi
Autore: Roberta Ubaldi
Genere: arte contemporanea
Tel.: 3466420206 - 3402565033 -051.232476
ristorartelibero@libero.it
www.artesangemini.it
Le opere di Roberta Ubaldi nascono da una profonda
ricerca tecnica ed introspettiva. La materia della lamiera, ossidata senza
l’uso di processi artificiali, è realizzata con paziente ed attento controllo
dell’acqua e del tempo, in susseguenti fasi di stratificazioni di elementi, che
l’artista segue e sposta, creando suggestive atmosfere materiche che
rispecchiano quelle interiori. Come Man Ray usava nelle sue opere a contatto un
processo tecnico-fotografico, dove l’oggetto “impressionato” lasciava la sua
sagoma, la sua orma, il ricordo della sua essenza materiale per acquisire un
nuovo significato, così Roberta Ubaldi impressiona le lamiere: queste non sono
soltanto un supporto materico, bensì il frutto di un processo di mutazione
della materia, che nella sua degradazione trova la forza dell’evocazione. La
mutazione fisica è riscattata dalla celebrazione intellettuale: l’ineluttabile
processo d’alterazione, che porterebbe alla fine, diventa invece una rinascita.
Trovare un nuovo senso a questa mutazione senza
però dimenticare… ed è così che da quelle ossidazioni materiche riaffiorano
ricordi, memorie, anime di cui riusciamo a respirare l’alito vitale, poiché noi
stessi ne facciamo parte. Fantasmi emergono suadenti, ancorati ad un passato
concreto ma al tempo stesso proiettati in un presente diverso. Come i pensieri
vagano senza sosta e si nutrono di memorie che per un istante tornano a vivere
nel presente, così anche quando poco o niente affiora dalla ruggine, sappiamo
che quei ricordi sono in essere, sono lì pronti a riemergere come parte
importante di ognuno di noi, come “prigioni” che trovano la forza di liberarsi
non appena siamo pronti a riconoscerli. Una rinascita dunque nella coscienza,
dove un valore non può sostituirne un altro, nonostante il suo degrado, ma che
può soltanto arricchire se soltanto viene riconosciuto… interiorizzato.
L’opera di Roberta Ubaldi dà valore alla realtà
mutata: da questa emerge il ricordo di un’emozione; da questa, una realtà
nuova.
Marco Testa